Ricordiamo inoltre alcuni metodi meno tecnologici, e più tradizionali, per umidificare un'ambiente:
La vaschetta di acqua posta sul termosifone (o evaporatore):
Solitamente in ceramica, ma anche vetro o metallo, è una vaschetta più lunga che alta, come una piccola casseruola, per sfruttare al massimo il calore prodotto dal termosifone sulla quale viene appoggiata.
L'acqua contenuta al suo interno evapora gradualmente quando il radiatore è in funzione, rilasciando vapore acqueo e umidificando l'aria circostante.
Al contrario degli impianti di umidificazione sopra descritti, non comporta spese energetiche aggiuntive al riscaldamento del radiatore, ovviamente.
E' meglio dotarsi di un igrometro per valutare di volta in volta se è il caso di impiegarla o meno, a seconda della necessità.
Come per i modelli più tecnologici, si possono aggiungere oli essenziali per profumare la stanza.
Allo stesso modo, è necessario svuotare e pulire la vaschetta almeno una volta a settimana per prevenire calcare sulle pareti della stessa, muffe e cattivi odori propri dell'acqua stagnante.
L' umidificatore di ceramica sospeso:
Consiste in un piccolo serbatoio di ceramica, solitamente lungo una quindicina di centimetri e largo otto, di forma lunga per adattarsi meglio ai tubi verticali dei radiatori di ghisa.
Ne esistono in commercio anche di diverse forme e colori; assolvono così ad una funzione estetica oltre che pratica.
Viene sospeso al termosifone tramite un gancio metallico che si inserisce in un piccolo foro nel retro dell'umidificatore, permettedo di staccarlo facilmente per lavarlo periodicamente.
Il principio di funzionamento è il medesimo della vaschetta, anche se evapora leggermente meno acqua rispetto al metodo appena citato.
In compenso occupa meno spazio, lasciando libera la parte superiore del termosifone, ad esempio in presenza di mensole o spessore troppo esiguo di alcuni modelli di calorifero.
Come metodo fai da te, di emergenza (ad esempio in caso di persone malate, e quindi a carattere episodico) per umidificare in poco tempo una stanza si può bagnare un'asciugamano, salvietta o strofinaccio, strizzare bene e appoggiare sul termosifone, avendo cura di girarlo e inumidirlo nuovamente quando questo fosse asciugato e si desiderasse ancora umidificare l'ambiente.
Consigli e accorgimenti per un corretto utilizzo e manutenzione degli umidificatori:
-Leggere sempre le istruzioni prima di mettere in funzione l'apparecchio, ricordandosi di sostituire le parti del filtro periodicamente, secondo le indicazioni della casa produttrice:
un filtro incrostato dal calcare sovreaccarica l'apparecchiatura e limita molto i benefici legati all'uso dell'impianto.
-Svuotare, pulire e asciugare periodicamente (almeno ogni 3 giorni) la vaschetta del serbatoio d'acqua e il filtro, per evitare la formazione di muffe, il proliferare di batteri e cattivi odori.
-Non utilizzare i prodotti anticalcare in commercio, che sarebbero difficilmente eliminabili completamente con il risciacquo, finendo poi per essere nebulizzati e inalati assieme al vapore!
Usate acido citrico o aceto di vino o di mele. Allo stesso modo non usate detersivi e detergenti schiumosi.
-Il getto di vapore non va indirizzato verso persone o cose, per evitare il danneggiamento delle superfici, o l'ustione della pelle dovuta al troppo calore (ricordiamo che l'acqua evapora a 100 gradi).
umidificatori Laboratorio Pesaro